Il passato, il presente e il futuro dei Social Media

Vi ricordate i primi Social Media? Nonostante il crollo resistono ancora.

Makeoutclub è stato il primo Social Network, lanciato nel 1999. E’ stato decisivo per lo sviluppo dei Social come li conosciamo oggi, perché ha introdotto la creazione dei profili, la condivisione di foto e di interessi. Esiste ancora ed è incentrato sulla musica di nicchia.

Friendster è nato nel 2002. Alle origini era una rete sociale per condividere contenuti con gli altri, eventi, hobby, per scoprire gruppi musicali e soprattutto per fare amicizia. Nel 2009 è stato chiuso e nel 2011 è stato riavviato e trasformato in un sito di gaming online.

Myspace, nato nel 2003, è stato un Social di grande successo che offriva agli utenti profili personali, blog, gruppi e permetteva di condividere foto e video. Ora ha una versione rinnovata orientata in particolar modo alla musica, del resto fin dalle origini ha aiutato molti gruppi musicali a farsi conoscere. Con l’avvento di Facebook ha subìto un calo clamoroso ed è diventato sempre di più una vetrina per i gruppi musicali.

Bebo è stato creato nel 2005. Su Bebo gli utenti potevano condividere foto, video, quiz e sondaggi. Di recente è stato riacquistato dai suoi fondatori, che hanno intenzione di rilanciarlo e di farlo diventare un Social più maturo, evitando la pubblicazione di disegni e foto troppo volgari che erano comparse negli anni passati.

Il presente dei Social è florido, in termini di numero di utenti, e vede come protagonisti Facebook, con 1,23 miliardi di utenti; Google+, con 540 milioni di utenti; LinkedIn, con 277 milioni di utenti e  Twitter, con 230 milioni di utenti.

Twitter è il Social Network che cresce più velocemente. Da giugno 2012 a marzo 2013 è cresciuto del 44%.

Ma quale sarà il futuro dei Social? Di cosa devono preoccuparsi i Marketer? Si può provare ad immaginarlo e prevederlo, ma si sa che il futuro è sempre incerto.

Secondo l’infografica di Total Customer la minaccia per i Social Media sarà la messaggistica istantanea. Questo spiegherebbe anche l’acquisto di WhatsApp da parte di Facebook. Probabilmente i marketer dovranno rivedere il modo in cui si mettono in comunicazione con i consumatori. Anche l’advertising online potrebbe perdere efficacia e subire una trasformazione. Si dovranno produrre contenuti coinvolgenti che non sembrino contenuti pubblicitari, ma che siano comunque riconducibili al brand.

The Past, The Present, The Future of Social Media

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