5 cose che voglio dirvi sui Profili Facebook

Il Social Network di Mark Zuckerberg, in questi anni, è diventato una ribalta dove l’utente comune può dare spettacolo di sé e della sua vita privata. E’ stata prima la televisione a puntare sulla spettacolarizzazione della sfera intima e del privato. Molti giornalisti hanno sguazzato nel gossip e hanno sfruttato il sensazionalismo per fare notizia. Con i Reality Show  la gente comune è diventata addirittura protagonista e lo spettatore ha avuto l’occasione di farsi i fatti degli altri, come se stesse spiando dal buco della serratura. Oggi sui Social Media siamo tutti protagonisti e spettatori allo stesso tempo. Facebook, in particolar modo, è la piattaforma all’interno della quale le persone danno sfogo a pensieri, mettono in mostra emozioni, pubblicano foto di vacanze, di amici, di vecchi e nuovi amori, di matrimoni, di figli troppo piccoli per poter scegliere di mostrarsi o meno. C’è chi preferisce mettere in mostra sé stesso e chi preferisce osservare.

Giorni fa,  con alcuni colleghi, stavo parlando proprio della spettacolarizzazione della vita privata su Facebook. Confrontandoci ci siamo resi conto che quando pubblichiamo sui nostri profili personali contenuti davvero interessanti,  i “mi piace” e i commenti sono pochissimi. Quando pubblichiamo qualcosa che riguarda la nostra vita privata, invece, l’interazione e il coinvolgimento sono molto più alti.

Partendo da questa riflessione voglio spiegarvi 5 COSE CHE PENSO DI FACEBOOK.

1. LA GENTE SU FACEBOOK E’ INTERESSATA SOPRATTUTTO ALLA SFERA DEL PRIVATO.

Per dimostrare che le persone comuni sono più interessate al gossip piuttosto che alle informazioni, in un sabato estivo poco popolato sul web, ho deciso di impegnarmi sentimentalmente e di far apparire il mio stato sul mio profilo Facebook . Le notifiche dei “mi piace” sono arrivate velocemente anche da persone con le quali interagisco di rado. Per non parlare dei messaggi privati di amici incuriositi che volevano saperne di più. Il mio “avvenimento importante” ha generato engagement, al contrario i post con contenuti rilevanti sono passati completamente inosservati.

impegnato

2. FACEBOOK E’ FACTION. 

L’ identità su Facebook è proprio la nostra o è modificata? Si tratta di una identità reale o fittizia? Facebook è fact o fiction? Per me Facebook è Faction: una forma ibrida tra realtà e finzione. Permettetemi di prendere in prestito questa terminologia. Sì, su Facebook siamo noi con le nostre foto e i nostri post, ma quanta parte della nostra identità viene costruita? Perché nelle serate tra amici, invece di guardarsi negli occhi, la gente pensa a fotografarsi per far vedere – o far sembrare – che è felicissima? Perché le coppie, invece di godersi il momento, si mandano pubblicamente i cuoricini e si scrivono frasi sdolcinate? A gennaio 2014 un video ironico sui selfie delle coppie su Facebook è diventato subito virale. E’ intitolato The reality behind that perfect couple on Facebook ed è stato realizzato da Eric Sheffield e pubblicato su Youtube. Nel filmato la coppia litiga, ma il video si conclude con i due fidanzati abbracciati e sorridenti che si baciano davanti al tramonto, il tutto immortalato da un selfie. L’ apparenza inganna e probabilmente c’è una tendenza a voler apparire sempre felici a tutti i costi.

 

3. I PROFESSIONISTI PREFERISCONO TWITTER. 

Se pubblichi qualcosa di interessante su Twitter e se lo sai usare, qualcuno sarà interessato a quel contenuto e di sicuro ci sarà interazione o perlomeno un retweet. Per i professionisti è importantissimo aggiornarsi quotidianamente e scambiarsi informazioni e opinioni sulle novità del settore. Per tale motivo Twitter è estremamente stimolante. Chi si occupa di social media e web marketing twitta già la mattina presto. Le notizie spesso escono in inglese durante la notte e bisogna essere pronti. Ma il discorso vale anche per altri settori. Se siete dei professionisti, usatelo.

4. LO STRANO CASO DELLA CASALINGA DI VOGHERA. 

Tante persone, specialmente le donne, pubblicano bellissime frasi e citazioni prese dal web o da Pagine Facebook a firma di scrittori o filosofi, di cui non hanno mai letto neanche un libro nel corso della loro vita. Spesso si tratta di frasi che hanno un collegamento con la quotidianità e che richiamano un momento particolare della propria storia personale. E’ un po’ come se la casalinga di Voghera si mettesse a citare i filosofi. Inverosimile, non credete? Eppure con Facebook è possibile.

5. LE AZIENDE DEVONO AVERE UNA PAGINA E NON UN PROFILO. 

Una volta per tutte diciamo chiaramente che le Aziende, anche quelle piccole, non devono aprire un Profilo ma una Pagina. Le piccole attività ancora creano profili Facebook, mischiano la sfera personale a questioni lavorative. E così capita che il proprietario di un negozio, senza sapere che mezzo ha tra le mani, si metta a scrivere commenti poco adeguati, rischiando di apparire non professionale. Le aziende, inoltre, devono creare delle inserzioni mirate a dei target specifici. Ricordiamoci che Facebook non è solo un passatempo, ma è anche uno strumento di marketing. Questo, però, è un discorso molto più ampio che rimando ad un altro articolo.

E voi che ne pensate? Avete qualcosa da aggiungere?

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